25 Marzo 2006

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Inaugurato a Monzambano il
'Ponte della memoria Arma dei Carabinieri'
 

Alla intitolazione del ponte sul Mincio quale: ‘Ponte della memoria Arma dei carabinieri’  erano presenti le maggiori autorità civili e militari della provincia, un picchetto d’onore e la fanfara dei carabinieri di Milano oltre a due militari a cavallo, una folta rappresentanza dell'A.N.C., tra cui anche la Sezione di Mantova, Associazioni Combattentistiche, della Cri e numerosi cittadini.
  Garofalo Liberati Mastaglia
Alcuni rappresentanti della Sezione di Mantova (Garofalo, Liberati, Mastaglia )

Alle 10,30 lo speaker della cerimonia, Giovanni Zandonella, ha letto la delibera consiliare che fissa le tre motivazioni alla base dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di Monzambano.
Nell’aprile del 1848 i carabinieri si distinguono a Monzambano, e quando tre squadroni a cavallo, al comando del maggiore conte Alessandro Negri di Sant-Front, passano il Mincio prima della carica di Pastrengo. A riconoscimento dell’encomiabile condotta del reggimento, nel 1909 il re appone alla bandiera dell’Arma la medaglia d’argento.- Nel giugno del 1866 i carabinieri sono in prima linea a Monzambano, oltre che a Custoza, Monte Croce, Villafranca, Condino, Primolano e Borgo Levico.- I Carabinieri sono presenti ininterrottamente a Monzambano dal 1860, garantendo sicurezza e rispetto delle leggi. A questo va aggiunto il desiderio dell’amministrazione locale di ricordare il sacrificio dei caduti (per lo più Carabinieri) nell’attentato di Nassiriya. Nel piazzale accanto al fiume, gli onori di casa sono stati fatti dal primo cittadino Maurizio Pellizzer, affiancato dal maggiore Massimo Pucci del comando provinciale carabinieri, presenti il prefetto Giuseppe Oneri, il presidente della Provincia Maurizio Fontanili, il primo dirigente della questura Francesco Postiglione, il ten. col. Roberto Riccadonna del IV Missili, ufficiali della Guardia di Finanza e una decina di sindaci. Particolare significato ha assunto la presenza dei famigliari del sottotenente Filippo Merlino caduto a Nassiriya, la moglie Alessandra e il figlio Fabio. Il sindaco nel suo discorso ha rilevato che "...con la cerimonia odierna si è voluto ricordare il sacrificio di tutti i combattenti che nelle battaglie risorgimentali hanno contribuito a unire l’Italia. Ricordare i Carabinieri per le innumerevoli loro gesta a partire dal 1848 anche su questo ponte, i Carabinieri, soprattutto perchè con la loro presenza esprimono un senso di Stato e di sicurezza nello Stato, di pace e democrazia. I 19 cipressi che accompagnano al ponte della memoria servono a ricordare le altrettante vite spezzate, i morti di Nassiriya, proprio perchè in quella missione era ben evidente lo spirito di pace e di democrazia. A loro va il nostro attestato di stima e riconoscenza...". Pellizzer ha poi dato lettura dei messaggi del Presidente della Repubblica, del Ministro della Difesa, Martino e del Vescovo Caporello. Brevi discorsi hanno tenuto il  presidente della Provincia, Fontanili, il Prefetto  Oneri e il Maggiore dei Carabinieri Pucci.

                                             Il palco delle Autorità
  
E’ seguito il taglio del nastro tricolore da parte di Alessandra Savio Merlino.
     
La bandiera consegnata dalla vedova Merlino al comandante della locale stazione carabinieri maresciallo Giovanni Vignola, è stata issata sul pennone situato all'ingresso del ponte mentre la fanfara intonava l'Inno Nazionale
 
Un cuscino di fiori è stato posto ai piedi del cippo dedicato ai caduti di Nassiryia dalle Benemerite dell'ANC di Castiglione delle Stiviere, poi Il Sindaco Pellizzer unitamente alla vedova Merlino ha scoperto il cippo su cui è scolpita la dedica: Ai caduti di Nassiryia" mentre una tromba intonava il silenzio. Il cippo è poi stato benedetto dal parroco don Elio Santini.
  
  
                                                     Alcuni momenti della cerimonia
 
Presenti anche il Gruppo cinofilo dell'ANC di S. Benedetto Po e le 'Benemerite' di Castiglione delle Stiviere

foto e testi di Pietro Liberati

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