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Inaugurato a Monzambano
il
'Ponte della memoria Arma dei
Carabinieri'
Alla intitolazione del ponte sul
Mincio quale: ‘Ponte della memoria Arma dei carabinieri’
erano
presenti le maggiori autorità civili e militari della provincia, un picchetto d’onore e la fanfara
dei carabinieri di Milano oltre a due militari a cavallo, una folta
rappresentanza dell'A.N.C., tra cui anche la Sezione di Mantova, Associazioni Combattentistiche, della
Cri e numerosi cittadini.

Alcuni rappresentanti della Sezione di Mantova
(Garofalo, Liberati, Mastaglia ) Alle 10,30 lo
speaker della cerimonia, Giovanni Zandonella, ha letto la delibera
consiliare che fissa le tre motivazioni alla base dell’iniziativa
dell’amministrazione comunale di Monzambano.
Nell’aprile del 1848 i carabinieri si distinguono a Monzambano, e
quando tre squadroni a cavallo, al comando del maggiore conte
Alessandro Negri di Sant-Front, passano il Mincio prima della
carica di
Pastrengo. A
riconoscimento dell’encomiabile condotta del reggimento, nel 1909 il
re appone alla bandiera dell’Arma la medaglia d’argento.- Nel giugno del 1866 i carabinieri sono in prima linea a Monzambano,
oltre che a Custoza, Monte Croce, Villafranca, Condino, Primolano e
Borgo Levico.- I Carabinieri sono presenti ininterrottamente a Monzambano dal
1860, garantendo sicurezza e rispetto delle leggi.
A questo va aggiunto il desiderio
dell’amministrazione locale di ricordare il sacrificio dei caduti (per
lo più Carabinieri) nell’attentato di Nassiriya. Nel piazzale accanto al fiume, gli onori
di casa sono stati fatti dal primo cittadino Maurizio Pellizzer,
affiancato dal maggiore Massimo Pucci del comando provinciale
carabinieri, presenti il prefetto Giuseppe Oneri, il presidente della
Provincia Maurizio Fontanili, il primo dirigente della questura
Francesco Postiglione, il ten. col. Roberto Riccadonna del IV Missili,
ufficiali della Guardia di Finanza e una decina di sindaci.
Particolare significato ha assunto la presenza dei famigliari del
sottotenente Filippo Merlino caduto a Nassiriya, la moglie Alessandra
e il figlio Fabio. Il sindaco nel suo discorso ha
rilevato che "...con
la cerimonia odierna si è voluto ricordare il sacrificio di tutti i
combattenti che nelle battaglie risorgimentali hanno contribuito a
unire l’Italia. Ricordare i Carabinieri per le innumerevoli
loro gesta a partire dal 1848 anche su questo ponte, i Carabinieri, soprattutto perchè con la loro
presenza esprimono un senso di Stato e di sicurezza nello Stato, di
pace e democrazia. I 19 cipressi che accompagnano al ponte della
memoria servono a ricordare le altrettante vite spezzate, i morti di Nassiriya,
proprio perchè in quella missione era ben evidente lo spirito di pace
e di democrazia. A loro va il nostro attestato di stima e
riconoscenza...". Pellizzer ha poi dato lettura dei messaggi del
Presidente della Repubblica, del Ministro della Difesa, Martino e
del Vescovo Caporello. Brevi discorsi hanno tenuto il presidente
della Provincia, Fontanili, il Prefetto Oneri e il Maggiore dei
Carabinieri Pucci.

Il palco delle Autorità

E’ seguito il taglio del nastro tricolore da parte di
Alessandra Savio Merlino.
La bandiera consegnata dalla vedova Merlino al
comandante della locale stazione carabinieri maresciallo Giovanni Vignola,
è stata issata sul pennone situato all'ingresso del ponte mentre la
fanfara intonava l'Inno Nazionale

Un cuscino di fiori è stato posto ai piedi del cippo dedicato ai
caduti di Nassiryia dalle Benemerite dell'ANC di Castiglione delle
Stiviere, poi Il Sindaco Pellizzer unitamente alla vedova Merlino ha
scoperto il cippo su cui è scolpita la dedica: Ai caduti di Nassiryia"
mentre una tromba intonava il silenzio. Il cippo è poi stato benedetto
dal parroco don Elio Santini.
Alcuni momenti della cerimonia

Presenti anche il Gruppo cinofilo dell'ANC di S.
Benedetto Po e le 'Benemerite' di Castiglione delle Stiviere
 foto
e testi di Pietro Liberati |