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63°
anniversario del sacrificio del V.B. CC. Salvo
D'Acquisto
Riportiamo integralmente l'articolo comparso sulla
Gazzetta di Mantova domenica 24 settembre ringraziandone pubblicamente
l'autore, Manlio Andreani, per le parole che ben esprimono le
motivazioni ed i sentimenti che ogni anno ci spingono a
ritrovarci intorno ad un busto che pur raffigurando Una sola Figura
accomuna idealmente i tutti nostri caduti.
P.L.

D’Acquisto eroe per sempre
Alla cerimonia anche un reduce di Cefalonia
Quando le note del Silenzio che, senza retorica, danno
i brividi a chiunque abbia indossato una divisa militare, hanno
accompagnato la deposizione, ieri mattina, delle corone al cippo di
Salvo D’Acquisto, nell’omonima piazza cittadina sono tornate in mente
Cefalonia galleggiante in Egeo, Torre di Palidoro sul tramontante
Tirreno ed il mare di sabbia circondante Nassiriya, sono tornate alla
mente tre uniformi. Quella nera del 23enne brigadiere che barattò la
sua vita con la salvezza di 22 innocenti cittadini che i tedeschi
volevano fucilare, la mimetica dei morti in Iraq e la grigio-verde del
tenente Sandulli macellato a Cefalonia da quella Wehrmacht ancor oggi
è legittimata da una sorprendente sentenza bavarese. Degli oltre 6.000
della Divisione Acqui un mantovano è tornato vivo: Albino Ghirardini,
classe 1921, abitante a Lunetta. E mentre la cerimonia
(nella foto), breve e senza
orpelli com’è d’uso fra i Carabinieri, andava avanti è sembrato di
vedere un film, drammatico, a ritroso, negli occhi di Albino rimasto
vivo. C’erano gli uomini con gli Alamari di ieri e di oggi, c’erano
gli ex Ps, Fiamme Gialle, dell’Aeronautica, dei Marinai d’assalto con
bandiere, Labari, baschi e bustine; c’erano i loro comandanti di oggi
più giovani ma tutti dritti come i fusi; c’erano il prefetto, il
questore, il vicario della Diocesi, l’ufficiale rappresentante il IV
Missili, la Polizia municipale e consiglieri comunali, i Cavalieri
d’Italia. C’erano un po’ di cittadini sulle rosse panchine che
coronano il cippo eretto a quel giovane sottufficiale che esattamente
63 anni fa, non solo si offrì al plotone d’esecuzione ma lo fece dopo
aver rifiutato l’ordine di individuare, fra gli ostaggi rastrellati
intorno a Torre, il responsabile di un attacco a truppe germaniche che
non veniva affatto da cittadini pur coinvolti nella bufera dell’8
settembre. Fu l’unico ordine che Salvo d’Acquisto rifiutò pur
cresciuto nella dottrina dell’obbedienza. E tutto è stato detto, ieri
mattina, senza parole. Non erano necessarie. (m.a.).
Alcune fasi della cerimonia in piazza Salvo D'Acquisto
di Mantova

S.E. il Prefetto si intrattiene con il signor Ghirardini
(a sx) e Zingaropoli reduci di Cefalonia

Il presidente Garofalo consegna a S.E. il
Prefetto ed al Questore il gagliardetto della Sezione
foto
e testi di Pietro Liberati |