23 settembre 2006

63° anniversario del sacrificio del V.B. CC. Salvo D'Acquisto

Riportiamo integralmente l'articolo comparso sulla Gazzetta di Mantova domenica 24 settembre ringraziandone pubblicamente l'autore, Manlio Andreani, per le parole che ben esprimono le motivazioni ed i sentimenti  che ogni anno ci spingono a ritrovarci intorno ad un busto che pur raffigurando Una sola Figura accomuna  idealmente i tutti nostri caduti.
P.L.

foto tratta dalla Gazzetta di Mantova del 24-9-2006

D’Acquisto eroe per sempre
Alla cerimonia anche un reduce di Cefalonia

Quando le note del Silenzio che, senza retorica, danno i brividi a chiunque abbia indossato una divisa militare, hanno accompagnato la deposizione, ieri mattina, delle corone al cippo di Salvo D’Acquisto, nell’omonima piazza cittadina sono tornate in mente Cefalonia galleggiante in Egeo, Torre di Palidoro sul tramontante Tirreno ed il mare di sabbia circondante Nassiriya, sono tornate alla mente tre uniformi. Quella nera del 23enne brigadiere che barattò la sua vita con la salvezza di 22 innocenti cittadini che i tedeschi volevano fucilare, la mimetica dei morti in Iraq e la grigio-verde del tenente Sandulli macellato a Cefalonia da quella Wehrmacht ancor oggi è legittimata da una sorprendente sentenza bavarese. Degli oltre 6.000 della Divisione Acqui un mantovano è tornato vivo: Albino Ghirardini, classe 1921, abitante a Lunetta. E mentre la cerimonia (nella foto), breve e senza orpelli com’è d’uso fra i Carabinieri, andava avanti è sembrato di vedere un film, drammatico, a ritroso, negli occhi di Albino rimasto vivo. C’erano gli uomini con gli Alamari di ieri e di oggi, c’erano gli ex Ps, Fiamme Gialle, dell’Aeronautica, dei Marinai d’assalto con bandiere, Labari, baschi e bustine; c’erano i loro comandanti di oggi più giovani ma tutti dritti come i fusi; c’erano il prefetto, il questore, il vicario della Diocesi, l’ufficiale rappresentante il IV Missili, la Polizia municipale e consiglieri comunali, i Cavalieri d’Italia. C’erano un po’ di cittadini sulle rosse panchine che coronano il cippo eretto a quel giovane sottufficiale che esattamente 63 anni fa, non solo si offrì al plotone d’esecuzione ma lo fece dopo aver rifiutato l’ordine di individuare, fra gli ostaggi rastrellati intorno a Torre, il responsabile di un attacco a truppe germaniche che non veniva affatto da cittadini pur coinvolti nella bufera dell’8 settembre. Fu l’unico ordine che Salvo d’Acquisto rifiutò pur cresciuto nella dottrina dell’obbedienza. E tutto è stato detto, ieri mattina, senza parole. Non erano necessarie. (m.a.).

Alcune fasi della cerimonia in piazza Salvo D'Acquisto di Mantova
 
 S.E. il Prefetto si intrattiene con il signor Ghirardini
 (a sx) e Zingaropoli reduci di Cefalonia
  
  Il presidente Garofalo consegna a S.E. il Prefetto ed al Questore il gagliardetto della Sezione   

foto e testi di Pietro Liberati

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