23 Settembre 2003

60° di Salvo D'Acquisto
Monumento a Salvo D'Acquisto collocato nella piazza omonima di Mantova

Introduzione alla cerimonia 

La breve rievocazione degli eventi del 23 settembre 1943, prima della deposizione della corona d'alloro al Monumento dedicato a  Salvo D'Acquisto 

Testo: " Dopo l'8 settembre 1943 da Napoli al Frejus da Roma al Brennero, in Italia, come fuori dai confini nazionali l'esercito germanico aveva già mietuto numerose vittime tra soldati e civili che spontaneamente si erano opposti all'occupazione tedesca. A Mantova, erano caduti il 9 settembre, il Capitano Renato Marabini, gli artiglieri Lorenzo Petrini e Fernando Zanin con altri 16 soldati nella difesa delle caserme, il giorno 11, fu uccisa Giuseppina Rippa in Piazza Martiri di Belfiore, il 12, Don Eugenio Leoni fu trucidato dietro la Stazione ferroviaria, il 19 settembre per una ignobile rappresaglia 10 soldati italiani furono fucilati all'Aldriga... 
Il 23 settembre 1943, il vice brigadiere dei Carabinieri Salvo D'Acquisto, in forza alla stazione di Torre in Pietra, a pochi chilometri da Roma, fu prelevato dai soldati tedeschi, che lo costrinsero a seguirli a Torre di Palidoro, dove, per rappresaglia in seguito allo scoppio di una bomba, si trovavano 22 persone tenute come ostaggio. L'ordigno era esploso nella Torre, abbandonata nei giorni precedenti dalla Guardia di Finanza, causando la morte di un soldato tedesco e il ferimento di altri due. Al sottufficiale fu ordinato di indicare il colpevole tra i 22 civili rastrellati nei dintorni. Le affermazioni del Carabiniere sull'innocenza degli ostaggi aumentarono l'astio dei tedeschi che lo picchiarono e lo obbligarono insieme alle altre 22 vittime designate, a scavarsi la fossa. D'Acquisto durante quei terribili minuti maturò, poi mise in atto il suo proposito sacrificale: chiamato l'ufficiale....accusò se stesso quale unico autore del "presunto" attentato. Il comandante tedesco anche se ben consapevole della falsità delle affermazioni ne ordinò l'immediata fucilazione. L'estremo sacrificio del sottufficiale salvò la vita ai 22 ostaggi. Alla sua memoria è stata concessa la Medaglia d'Oro al Valor Militare. La stessa onorificenza fu concessa al Tenente dei Carabinieri, Alfredo Mercuro Sandulli, a cui dal 1968 è intitolata la Sezione dell'Associazione Nazionale Carabinieri di Mantova. Sandulli era il Comandante della Sezione Carabinieri addetta al Comando della Divisione Acqui distaccata sull'isola di Cefalonia. Durante i tredici giorni di furiosa battaglia in cui la Divisione, dopo aver rifiutato di cedere le armi, fu attaccata da forze preponderanti tedesche, fu esempio di coraggio e abnegazione, concorrendo con i propri Carabinieri ai violenti combattimenti per la difesa dell'isola. Catturato, con altri 400 ufficiali e oltre 5.000 uomini tra sottufficiali e soldati delle varie armi, il 24 settembre, si offrì spontaneamente tra i primissimi al plotone d'esecuzione nemico affrontando con fierezza e stoica fermezza la morte. Oltre novemila furono i morti nell'isola, colpevoli soltanto di avere resistito a un nemico, che anche in quella circostanza mostrò tutta la barbara ferocia di cui era capace. Tra i caduti di Cefalonia e Corfù anche 63 soldati di origine mantovana. Questa la scarna cronaca degli eventi, scritti con il sangue di due giovani Carabinieri che, insieme a molti altri hanno seguito la strada della fedeltà alla Patria e dell'onore portando l'Italia verso un nuovo Risorgimento. 
In Loro onore verrà ora deposta una corona dall'Associazione Carabinieri di Mantova:

Il V.Brig.Zingaropoli Cataldo e Laura Castelli si apprestano a deporre  la corona al monumento mentre il trombettiere suona il silenzio in onore dei caduti. 


Da sx:l'Ispettore A.N.C. Reg. Lombardia, Generale Serva; il presidente della Sezione, M.llo Garofalo,
 S.E il Prefetto  dott. Lerro; il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Ten.Col. De Masi;                      
S.E. il Vescovo Egidio Caporello.                                                                                                    

Discorso del Presidente ANC di Mantova, Giovanni Garofalo: 
Ringrazio le Autorità civili, religiose e militari, le Associazioni ed i Cittadini che hanno voluto presenziare questa breve cerimonia. Due carabinieri, Salvo D'Acquisto e Alfredo Sandulli, due storie e una scelta, d'amore e d'onore. Una scelta che ancora oggi, dopo sessant'anni, indica una via, un esempio da seguire. La strada del dovere, dell'onore, della fedeltà, della solidarietà, della fratellanza. Moltissimi altri, civili e militari, intrapresero la stessa via, sacrificando la vita, per un ideale di Patria libera e democratica ed è anche a loro che rivolgiamo il nostro pensiero. Con questi sentimenti, nella certezza che non saranno dimenticati unitamente a tutti i Carabinieri caduti lungo i due secoli di gloriosa storia dell'Arma, L'Associazione Nazionale Carabinieri di Mantova nel suo 50° di fondazione, rende onore. Viva L'Italia.

Al termine della cerimonia, il presidente della Sezione, M.llo Garofalo si intrattiene con le Autorità 

 

con il Ten.Col. De Masi Comandante Provinciale. 

Successivamente, nei locali del ristorante "Ai Garibaldini" nel cuore della vecchia Mantova è stato presentato l'opuscolo commemorativo del 50° della Sezione

con il Gen.Serva ed il Prefetto dottor Lerro. 


con S.E. Egidio Caporello Vescovo di Mantova.

Fotoservizio di Pietro Liberati & Foto 2000 Mantova

 

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