La Città
di Mantova


La sezione di Mantova

 

       Tramonto sul fiume  Oglio                     Mantova  Lago  Inferiore               Castello di San Giorgio (XIV° sec.)
  


Tradizione vuole che la città sia stata fondata dagli Etruschi nel VI° secolo a.C. e che il suo nome derivi dalla divinità infernale chiamata Mantus. Dell'età romana si hanno varie documentazioni letterarie e quelle delle Centuriazioni (Anche le terre di Virgilio furono assegnate a coloni romani - 41a.C.). Nonostante non fosse nella direttrice delle vie di comunicazione dell'epoca (la via Postumia la più vicina) era una vera e propria città. Nel 2000 è stato ritrovato, durante lavori in una cantina in via Accademia, (otto metri circa sotto l'attuale sede stradale) un pavimento di epoca romana. Altri segni della presenza romana erano stati trovati negli anni precedenti sia in via Broletto che in piazza Erbe. Questo lascia supporre che l'estensione della Mantova antica, fosse ben più ampia di quello che, secondo gran parte degli storici, veniva circoscritto all'attuale Piazza Sordello. Rarissimi cenni si hanno sulla città fino al X secolo. Venne conquistata da Alarico re dei Visigoti (401); probabilmente assoggettata da: Attila (452), Teodorico re degli Ostrogoti (489) e conquistata da Agilulfo re dei Longobardi (603). Il Mincio allargandosi in questa zona pianeggiante creava una sorta di palude da cui emergevano qua e la zone asciutte in cui si erano insediati gli abitanti. Intorno all'anno 1000, durante la dominazione dei Canossa, vi era un nucleo abitativo principale localizzato nell'attuale Piazza Sordello, mentre altre costruzioni occupavano le zone emerse circostanti. Le imponenti opere idrauliche commissionate dal Comune all'architetto Alberto Pitentino nel 1198, modificarono il percorso del Mincio relegando le acque, prima libere, in quattro laghi intorno la città. Ciò permise nuovi insediamenti abitativi ed un incremento della popolazione. Durante il periodo Comunale furono ulteriormente allargati i confini della città, sorsero chiese e palazzi, l'abitato si estese. Risalgono a questo periodo, il Palazzo del Podestà (1227) in Piazza Broletto, il Palazzo della Ragione (1250) e l'ampliamento della chiesa del Gradaro (1256). Disgregatosi il governo Comunale, assunse il potere la Famiglia Bonacolsi (1272). Fecero costruire il Palazzo dei Capitani, la Domus Magna, una serie di edifici merlati con la celebre torre, successivamente chiamata della "Gabbia", che caratterizzano oggi Piazza Sordello. La chiesa di S. Francesco (1303-4, ricostruita dopo i gravi danni subiti da un bombardamento nel 1945). Nell'agosto del 1328 con l'aiuto del Signore di Verona, Cangrande della Scala, Luigi Corradi da Gonzaga prese il potere. Famiglia di origini contadine legò indissolubilmente la sua storia a quella della città. Da Capitani del Popolo divennero Marchesi (1433) ed infine elevati a rango di Duchi nel 1530 dall'Imperatore Carlo V. Nei tre secoli seguenti (1328-1628), Mantova assunse sempre maggiore importanza quale corte europea, con una continua ascesa nei valori artistici, culturali, di fede e militari. Artisti quali Pisanello, Mantegna, Perugino, Correggio, Leon Battista Alberti, Giulio Romano, Luca Fancelli, G. B. Bertani, Viani, Rubens, Fetti lavorarono per i Signori di Mantova. Furono costruiti il Castello 1380, la Torre dell'Orologio-1460, la Domus Nova, le chiese di S. Sebastiano 1460, S. Andrea 1470, S.Barbara 1570, S. Orsola e S. Maurizio. La stessa reggia seguiva l'espandersi dell'importanza della famiglia Gonzaga con la costruzione di nuovi ambienti e dimore fuori città quali Palazzo S.Sebastiano 1506-8, Palazzo Te-1525-35, la "Palazzina di Caccia 1592-95"-"Villa della Favorita" 1616-24. Le famiglie nobili contribuirono allo sviluppo della città costruendo o ammodernando i propri palazzi. Nei domini che comprendevano all'incirca la Provincia attuale oltre a Casale Monferrato, sorsero a seconda dell'importanza strategica castelli, borghi e ville. La decadenza della famiglia ebbe inizio quando il Duca Vincenzo II°, per i numerosi debiti accumulati, concretizzo la "svendita" della celebre raccolta di quadri e delle opere d'arte creata dai suoi predecessori. Fu così molti capolavori finirono nelle corti europee o dispersi irrimediabilmente. Alla sua morte, per mancanza di eredi diretti, il ducato passò a Carlo Rethel Gonzaga Nevers, principe francese appartenente al ramo cadetto della famiglia. Questa investitura, avvenne durante le dispute tra Spagnoli e Francesi per il possesso dei territori in Italia in cui si inserì l'Imperatore. Le truppe imperiali, i famigerati lanzichenecchi, descritti ampiamente dal Manzoni, dopo aver devastato il Milanese e un lungo assedio, il 18 luglio 1630 entrarono in città saccheggiando e devastando la reggia, i palazzi, le chiese e i conventi. Gli imperiali si ritirarono nel 1631 con un bottino immenso, lasciando solo morte e distruzione. Si calcola che tra la peste e le uccisioni circa 130.000 abitanti del Ducato morirono in questo periodo, riducendo la popolazione a 43.000 unità. Negli anni successivi vi fu, in contrapposizione al declino dei regnanti, l'accrescimento del prestigio di alcune famiglie nobili, sorsero cosi i palazzi: Valenti (1640); Sordi (1660); Canossa (1669). L'opera di disgregazione del patrimonio artistico fu proseguita dai successivi duchi fino al 1707, anno in cui l'ultimo duca, Ferdinando Carlo, fuggi da Mantova a Venezia, portandosi dietro gli ultimi tesori della famiglia. Con l'accusa di "fellonia" che lo dichiarò decaduto, il Ducato passò all'Austria. La stabilità del nuovo corso riabilitò, in parte, la città. Fu definitivamente completata la cupola di S.Andrea con i disegni di Filippo Juvara (1733-1765). Fu costruita l'attuale facciata del Duomo (1775) in sostituzione di quella gotica. Sorsero nuovi palazzi: Palazzo Cavriani (1756), Palazzo degli Studi (1763), Palazzo Bianchi (1756-86) oggi Palazzo Vescovile, il teatro Scientifico (1767-69), palazzo dell'Accademia (1773-75), ristrutturato e in parte ricostruito Palazzo D'arco (1783). Sotto l'Amministrazione Austriaca furono tolte le vecchie denominazioni dei quartieri medioevali, creando la toponomastica attuale. In questo periodo (1770) l'Imperatore Giuseppe II° con l'intenzione di "purificare" la Chiesa, ampliò la politica di appropriazione dei beni ecclesiastici che avevano iniziato i suoi predecessori, abolendo chiese e conventi. Tale politica fu accentuata con l'arrivo delle truppe napoleoniche (1797) e ciò portò nuovi saccheggi, "emigrarono" in Francia numerosi oggetti preziosi e dipinti conservati nelle Chiese tra cui "La Madonna della Vittoria" del Mantegna, oggi al Louvre. Di questo periodo è l'interramento della zona paludosa e del porto dell'Ancona, con la creazione dell'attuale Piazza Virgiliana. Nel 1810 fu fucilato nei pressi di Porta Giulia del Borgo di Porto (oggi Cittadella), Andreas Hofer che aveva guidato l'insurrezione del Tirolo contro Napoleone. Il successivo ritorno della dominazione austriaca (1815) portò un periodo di sanguinosa repressione determinata dalle idee di riunificazione risorgimentali.   

Palazzo del podestà 
(XIII°sec.)

Torre della Gabbia
 (XV° sec.)



  Palazzo Te 
(XVI° sec.)
 


Piazza Castello e 
campanile di S.Barbara

 (XVI° sec.)


Palazzo del Podestà e 
Torre Comunale  
(XIII° sec.)
 

Torre dei Buonacolsi
 (XIV° sec.)



Armatura 
XV° sec.
  - Museo Diocesano

    


...continua 

Sala dei Giganti di Palazzo Te       
(Giulio Romano)                             

   Piazza Leon Battista Alberti

Piazza Erbe

 


Carta della Città con le vie dedicate dal Risorgimento alla Repubblica e i monumenti principali
(per la carta aggiornata su viabilità e parcheggi cliccare qui 

Carta della Città

Testi e foto di Pietro Liberati

anc-mantova.org© 2004 
tutti i diritti riservati
Hit Counter