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Dopo che nel 1885, il Parlamento del Regno d'Italia eliminò il divieto di associazionismo tra militari in congedo, alcuni carabinieri
residenti a Milano, nel 1886, lasciato il servizio per vari motivi costituirono
un'associazione tesa a rinsaldare i vincoli di attaccamento all'Arma dei
Carabinieri Reali e per fornire un aiuto concreto a chi si trovava in difficoltà.
L'iniziativa suscitò grande interesse e negli anni suguenti si accrebbe con altre sezioni in varie località fino a che coprì
quasi tutto il territorio nazionale.
La1a guerra mondiale cementò ulteriormente i vincoli di cameratismo
tra i carabinieri che s'impegnarono per l'unificazione delle varie Associazioni locali in un'unica Fondazione Nazionale.
Il primo convegno della "Associazione Carabinieri d'Italia in Pensione" si tenne a Roma nel 1925.
Negli anni successivi nuovi accorpamenti e modificazioni della struttura associativa e
statutaria, ne aumentò il numero delle sezioni e degli iscritti divenendo nel 1935 "Associazione Nazionale Carabinieri
in congedo". Dopo il secondo conflitto mondiale ci fu una ulteriore
trasformazione del sodalizio che venne concretizzata nel 1956 quando,
con decreto del Presidente della Repubblica, n. 1286 del 25 luglio 1956,
viene approvato il nuovo Statuto Organico della "Associazione Nazionale
Carabinieri". Con il D.M. 29 maggio 1957 avviene l'approvazione
del Regolamento d'esecuzione, che oggi regola l'A.N.C.
L'A.N.C. è costituito da 1650 Sezioni nel territorio
nazionale, con oltre 200.000 soci;
oltre ai 110.000 carabinieri in servizio.
22 Sezioni all'estero con circa 1.000 soci.
Gli scopi principali dell'Associazione, che è apolitica, sono
i seguenti:
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Promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di
solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio dell'Arma, e
fra esse gli appartenenti alle alte forze armate ed alle rispettive Associazioni.
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Tener vivo fra i soci il sentimento de devozione alla
Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell'Arma,
e la memoria dei suoi eroici caduti.
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Realizzare, nei limiti delle possibilità, l'assistenza
morale, culturale, creativa, ricreativa ed economica a fare degli iscritti
e delle loro famiglie.
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Gli iscritti all'Associazione si impegnano a prestare il
proprio concorso in caso di pubbliche calamità o di altre situazioni
eccezionali, se richieste dalle competenti autorità.
Sono soci effettivi i militari (anche di
altre Armi, Corpi e servizi) che prestano o hanno prestato servizio nell'Arma
dei Carabinieri.
Mentre sono soci simpatizzanti i familiari
maggiorenni, di ambo i sessi, che siano discendenti o congiunti di militari
in servizio o in congedo nell'Arma dei Carabinieri.
L'Associazione, le Sezioni e le SottoSezioni sono autorizzate
ad usare la Bandiera Nazionale e la fiamma... ....è consentito ai soci l'uso del
copricapo e del sopracolletto come prescritto dallo statuto e, in ogni
occasione il distintivo sociale.
Per le occasioni ufficiali è previsto l'uso della divisa
sociale quale elemento di qualificazione e di appartenenza ed è così
composta.
-Bustina, che può essere sostituita dal basco (nero,cremisi, rosso a secondo
delle specialità in cui si è prestato servizio attivo), sulla quale deve
essere applicato il fregio e il grado rivestito;
-Sopracolletto con Alamari (senza stellette);
-Pantaloni grigi;
-Camicia azzurra;
-Cravatta sociale;-Giacca bleu, con logo di panno o metallo
applicato sul taschino;
-Scarpe nere.
Testo liberamente tratto dal sito ufficiale
dell'A.N.C. www.assocarabinieri.it
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